Maternità surrogato, utero in affitto: come funziona nel mondo

Pubblicato il 1 marzo 2016 15.30 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2016 15.23

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R OMA – Maternità surrogato o utero in affitto: la si può chiamare in modi diversi, ma la sostanza non cambia. Una donna porta a termine la gravidanza di un figlio che non è il suo, ma che è stato generato da gameti ed embrioni di due donatori.

Una scelta che divide molto, come si è visto prima durante la discussione al Senato del disegno di legge sulle unioni civili firmato dalla senatrice del Pd Monica Cirinnà e adesso con la notizia del figlio avuto dal leader di Sel Nichi Vendola e dal suo compagno Ed Testa grazie, proprio, ad una “mamma surrogata”.

In Italia l’utero in affitto è qualcosa di lontano anni luce, vietata dalla legge ma osteggiata anche da molta parte dell’opinione pubblica, compresa una parte del mondo femminista. Nel ddl Cirinnà pur di evitare qualunque rischio di maternità surrogato si sono stralciati persino gli articoli che parlavano di permettere l’adozione del figlio del partner in una coppia gay. Ma nel resto del mondo come funziona? Lo spiega Valeria Pini su la Repubblica. 

  • Svezia, Norvegia, Danimarca, Germania, Francia, Spagna e Finlandia: in questi Paesi europei la pratica del cosiddetto utero in affitto è vietata.
  • Cambogia, la Thailandia o il Nepal: qui affittare il proprio utero è legale, ma spesso si verificano fenomeni di sfruttamento di donne povere.
  • Canada e Regno Unito: la maternità surrogato è permessa ma sono vietati compensi. In Canada esistono agenzie specializzate in grado di seguire tutto il percorso di questa forma di maternità surrogata altruistica. Nel Regno Unito la maternità surrogata è vietata ai single. Dopo la nascita il bambino viene adottato dalla coppia che ha fatto ricorso a questo tipo di gestazione.
  • Stati Uniti: sono stati il primo Paese al mondo ad aver consentito la maternità surrogata. La situazione cambia da uno stato all’altro. In alcuni Stati è consentita solo in forma ‘altruistica’ (senza compenso). Anche qui, come in Canada, esistono agenzie specializzate che seguono le coppie e le gestanti. Il ricorso all’utero in affitto è consentito a tutti: eterosessuali, coppie gay e single.
  • Grecia: dalla maternità surrogata, spiega Valeria Pini su La Repubblica, sono escluse le coppie gay. Alle coppie eterosessuali viene permessa solo nei casi in cui l’aspirante mamma non possa portare avanti la gravidanza.
  • Belgio, Paesi Bassi e Danimarca: l’utero in affitto è consentito, ma deve esserci un legame biologico fra il bambino e gli aspiranti genitori.
  • Russia, Ucraina e Biolorussia: la pratica dell’utero in affitto è diffusa ed è a pagamento. Vi possono accedere però solo le coppie eterosessuali e le donne single. Anche qui il percorso viene seguito da agenzie ad hoc.
  • India: è legale dal 2002 e avviene dietro pagamento. Le gestanti sottoscrivono un contratto prima della nascita e rinunciano al bambino.