Mamma pigra in gravidanza? Figlio rischia di essere obeso

Pubblicato il 11 aprile 2016 15.41 | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2016 15.41

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Mamma pigra in gravidanza? Figlio rischia di essere obeso

R OMA – Mamma pigra in gravidanza? Il bimbo rischia di essere obeso. Perché anche il peso, come l’asma, le allergie e il rischio di malattie infettive, può essere influenzato durante la gravidanza. L’ultimo studio in materia rivela come l’influenza sulla pigrizia o meno del figlio da parte della mamma. 

In particolare i ricercatori del Baylor College of Medicine e della Rice University di Houston hanno scoperto che se un adulto è sportivo o ‘pantofolaio’ dipende probabilmente anche da quanto esercizio ha fatto la mamma finché era incinta.

I ricercatori hanno studiato un gruppo di topi femmina geneticamente identici, permettendo loro di correre liberamente su delle ruote per una settimana e facendole poi accoppiare. A metà dei topi in gravidanza risultanti sono state bloccate le ruote, mentre l’altra metà è stata lasciata libera di fare esercizio, in media 10 chilometri a notte all’inizio della gestazione mentre più avanti il ritmo è diminuito.

Tra i figli dei due diversi gruppi non sono state notate molte differenze durante l’infanzia, ma in adolescenza quelli nati da mamme ‘in esercizio’ a loro volta percorrevano molta più strada sulle ruote. Le differenze si sono via via accentuate con l’età, con i topi ‘attivi’ che percorrevano in media il 50% in più di strada.

Come ha spiegato Robert Waterland, uno degli autori dello studio,

“L’implicazione principale dello studio è che l’attività fisica della mamma probabilmente influenza la propensione all’esercizio della prole. Anche se molti pensano che questa caratteristica sia esclusivamente genetica, anche l’ambiente fetale ha un ruolo”.

Il meccanismo con cui si manifesta l’effetto, spiega Waterland, non è chiaro, ma probabilmente implica la minore o maggiore ‘accensione’ di alcuni geni che predispongono al movimento causata dall’attività materna. Una possibilità è anche che il movimento della mamma sia in grado di influire sullo sviluppo cerebrale del feto.

L’attività fisica in gravidanza, che per gli esperti dovrebbe essere di almeno 30 minuti al giorno di esercizio moderato, è utile anche per evitare altri effetti negativi sul feto. Diverse ricerche hanno trovato che i bimbi nati da mamme sovrappeso hanno una maggiore probabilità di avere problemi cardiaci, ictus o diabete tipo 2 per tutta la durata della vita. Molto pesanti anche gli effetti di altri comportamenti sbagliati, come fumo o alcol, sul nascituro, che rischia di venire alla luce sottopeso o, nel caso dell’abuso di bevande alcoliche, con deficit cognitivi importanti.