Bimbo nato senza gambe, “errore nella ecografia al 5° mese”

Pubblicato il 12 gennaio 2016 11.00 | Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2016 08.45

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Bimbo nato senza gambe, "errore nella ecografia al 5° mese"

P ARMA – E’ di pochi giorni fa la notizia di un bimbo nato a Parma senza gambe, e questo nonostante alla madre non fosse stata segnalata alcuna malformazione. I genitori hanno fatto causa all’ospedale, che sta cercando di capire che cosa non sia andato nello screening durante la gestazione. Ma la chiave potrebbe essere l‘ecografia del quinto mese. Nello specifico, un ”errore di lettura’‘ dell’ecografia morfologica fatta al quinto mese, o una sua ‘‘cattiva esecuzione”.

A spiegarlo è il dottor Sandro Gabrielli, della Clinica Ostetrica del Policlinico S. Orsola di Bologna e coordinatore per l’Emilia Romagna della Società italiana di ecografia ostetrica e ginecologica e metodologie biofisiche (Sieog).

L’esame fondamentale per valutare le condizioni morfologiche del feto, spiega l’esperto,

”è l’ecografia morfologica, ed in particolar modo quella che viene effettuata alla ventesima settimana di gestazione, ovvero al quinto mese. Un’ulteriore ecografia può essere effettuata alla trentesima settimana ma, in questo periodo della gestazione, l’esame è focalizzato soprattutto alla visualizzazione e valutazione degli organi interni in formazione del feto”.

Per valutare le condizioni ‘fisiche’ del feto, dunque, centrale è l’ecografia del quinto mese, ovvero fatta nel momento in cui il feto si vede meglio, anche se non al 100%. Durante questa ecografia si procede di routine anche alla misurazione del femore e alla visualizzazione delle gambe fino ai piedi.

Con l’ecografia alla trentesima settimana, invece, si effettua solitamente la misurazione del femore ma, se non ci sono indicazioni particolari sulla base di esami precedenti, la visualizzazione totale degli arti può anche non esserci, complice la posizione del feto.

Quello che potrebbe essere successo nel caso del bimbo nato a Parma, ipotizza lo specialista,

”è quindi un errore nella lettura o una cattiva esecuzione dell’esame che non ha evidenziato la malformazione, ma prima di dare una valutazione definitiva bisognerebbe appunto esaminare l’ecografia effettuata”.

Ad ogni modo, avverte Gabrielli,

”va sottolineato che anche gli esami ecografici non hanno una affidabilità totale: stimiamo un’accuratezza intorno all’88%. Ciò vuol dire che, anche fatta l’ecografia morfologica, non si può avere la sicurezza al 100% di assenza di malformazioni”.

Ci sono infatti circostanze, spiega, ”in cui persino difetti importanti nel feto possono non essere evidenti all’esame: può accadere, ad esempio, nel caso in cui la gestante sia obesa, per particolari posizioni del feto e se il liquido amniotico è scarso”. E’ però vero che, in caso di dubbi, ”l‘ecografia morfologica va ripetuta, anche tenendo conto del fatto che il termine ultimo entro il quale poter effettuare una eventuale interruzione volontaria di gravidanza è fissato alla ventunesima settimana di gestazione”.