Nudi in sala parto/ Quando lei, e lui, scelgono il “parto adamitico”

dr. Love

Oggi una donna voleva fare un “parto adamitico”.

Già, succede anche questo…. mettetevi nei nostri panni.

Abbiamo seguito il travaglio di una coppia insolita. Dico coppia perché, come si sa, spesso è il marito, o il compagno, che sta accanto alla donna durante tutto il travaglio.

Alle 20.25 l’ostetrica ed io entriamo nel box n° 1. Una scena inconsueta. La signora era nuda e sdraiata sul letto; il marito, a torso nudo,le baciava il collo e le stimolava i capezzoli. Sembrava di essere entrati a casa di qualcuno senza avere bussato . Siamo state colte dall’imbarazzo , tant’è che non sapevamo dove guardare.Anche perché il marito della nostra partoriente non era niente male.

L’ostetrica mi dava delle piccole gomitate. Io, cercavo di essere diplomatica ma , certo l’imbarazzo era abbastanza evidente. Chiedo così al marito, come mai avesse tolto la camicia dal momento che l’aria condizionata era accesa. Lui , in modo serafico mi risponde che il parto della moglie doveva avvenire nel modo più naturale possibile e che per evitare l’infusione ossitocica era necessario stimolare i capezzoli con la suzione.

Voi potrete capire che tutto è possibile, ma fuori da una struttura ospedaliera!!

La moglie era ben felice delle attenzioni che le riservava il marito e anzi credeva che tutte le donne avessero un approccio di questo tipo con il travaglio. Insisto nel chiarire che ci sono delle regole da seguire e che anche il marito deve indossare una camice e dei sovrascarpe. Credendo di aver chiarito, valutiamo la situazione ostetrica della signora, che aveva una dilatazione di 4 cm….. ed erano solo le 20,20!!!

L’ostetrica ed io usciamo dal box e ci chiudiamo la porta alle spalle. L’ostetrica che fa questo mestiere da oltre 25 anni mi dice imbarazzata:”Dopo tanti anni di sala parto non mi era mai capitato di trovarmi in una situazione come questa. Non siamo nella foresta amazzonica e lui non è Tarzan!”

Negli altri box la situazione era normale , con le donne all’inizio del travaglio.

Trascorsa un’ora e mezza decido, in accordo con l’ostetrica, di ricontrollare la nostra partoriente e intanto scopro che si chiama Monica. La scena era tutt’altro che cambiata, anzi….il marito era seduto dietro alla moglie e aveva tolto i pantaloni. Indossava dei boxer a fiori che sembravano un costume sa bagno ed era intento a baciare il collo e i capezzoli della moglie che nel frattempo aveva sciolto i capelli , lunghi fino alla schiena. A questo punto l’ostetrica con imbarazzo ma con immutata gentilezza li riprende dicendo: “Signori, siamo in un ospedale!”.

Non c’era da biasimarla. Io assecondo l’ostetrica e invito il marito a scendere dal letto, a ricomporsi ed evitare questi comportamenti poco urbani e anche poco adatti in una struttura ospedaliera. Le voci  poi come si sa girano rapidamente. Infatti, il marito della signora del box accanto aveva visto il marito della nostra Monica mostrarsi a torso nudo in corridoio e aveva chiesto spiegazioni ad una giovane allieva. Questa, istruita dall’ostetrica, aveva spiegato che l’uomo si era spogliato perché stava male.

Questo era avvenuto quando il nostro aveva ancora indosso i pantaloni. Pensate il caos che si sarebbe creato se il marito di Monica fosse uscito dal box scalzo e con le sole mutande?

 Adamo….mancava solo la foglia di fico e sarebbe stato perfetto.

Intanto, il travaglio della nostra Monica procedeva rapidamente. Merito delle “attenzioni “del marito o merito delle nostre preghiere? Sta di fatto che alle 23,30 Monica aveva una dilatazione di 7 cm. La testa del feto era scesa e tutto faceva prevedere un parto entro breve tempo.

Il marito, nonostante le raccomandazioni, si atteneva poco alle regole. Faceva di testa sua e continuava imperterrito a baciare la moglie sul collo e sul seno.

Di foronte alle inistenze nostre, in nome del regolamento, nel frattempo il marito di Monica aveva rimesso i pantaloni e indossato i sovrascarpe, ma si era fermato lì e non aveva ancora indossato il kit previsto per entrare in sala parto, con la scusa di essere allergico ( forse lo era davvero, chissà), ai materiali sintetici. Aveva chiesto se fosse possibile lasciare riposare la moglie e spegnere perciò la luce del box. L’ostetrica aveva risposto di si alla sua richiesta, promettendo che avrebbe rivisitato Monica dopo un’ora.

Scoprimmo ben presto che  quella del marito era solo una scusa per mettersi nel letto accanto alla moglie, che continuava a baciare su tutto il corpo. Ottenuto lo spegnimento della luce. infatti, si era subito messo nel letto, in mutande …..Infatti l’ostetrica con il pretesto di controllare alcune analisi di Monica, manda un’allieva ostetrica nel box 1 . L’allieva esce dal box in un battibaleno , si avvicina all’ostetrica e racconta che la coppia del box 1 amoreggia nel letto.

A questo punto, decido di chiamare il collega di guardia più anziano che si precipita in sala parto.

Entra nel box , accende la luce e trova i due che si baciavano avvinghiati. Chiede se fosse normale quel loro modo di comportarsi in un luogo pubblico e come mai dopo le continue sollecitazioni non si fossero attenuti alle regole .

Il marito di Monica spiega che il parto era un evento naturale, che non servivano farmaci o epidurale e che la scelta di partorire in ospedale era solo collegata al fatto che la moglie avesse compiuto 42 anni e che era alla prima gravidanza ma la conversazione viene rapidamente interrotta da Monica, finora tranquilla: ” Ho rotto il sacco perché sento scendere lungo la gambe tantissimo liquido”.

Monica appare ora visibilmente provata, anche se serena e respira bene. Mantiene un buon self control. La visito: la dilatazione è completa, la testa è ben impegnata e pronta ad uscire. Viene preparato il letto per il parto imminente. Il marito le si avvicina e le accarezza i capelli, non potendo ormai fare altro.

Monica è brava, si concentra, incamera aria, china la testa sul torace , tira a sé le maniglie del lettino e spinge con forza. Anche la bimba che sta per venire alla luce vuole uscire ed insieme ce la fanno dopo 4-5 spinte. L’ostetrica fa una piccola episiotomia e la testa della piccola Sofia esce dal canale del parto. Ancora una spinta e Sofia nasce con un giro di cordone intorno al collo. Pesa 3400 grammi.

Non resta che complimentarsi con Adamo ed Eva e fargli anche tanti auguri.

25 agosto 2009 | 00:11   Letto 2073 volte   


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