Virginia Raggi, chi è il marito della candidata sindaco M5S a Roma

Pubblicato il 25 febbraio 2016 15.19 | Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2016 15.35

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Virginia Raggi, chi è il marito della candidata sindaco M5S a Roma. Alle votazioni online di martedì 23 febbraio, gli iscritti al Movimento 5 Stelle hanno scelto come candidata sindaco per la Capitale. Raggi, 37 anni, è nata e cresciuta a Roma, nel quartiere San Giovanni, e poi a 26 anni si è trasferita nel quartiere Ottavia, nella periferia nord. E’ laureata in Giurisprudenza all’Università di Roma Tre ed specializzata in diritto d’autore, proprietà intellettuale e nuove tecnologie. Nel 2007 è stata nominata Cultore della Materia presso l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”. Raggi racconta di aver fatto volontariato in alcuni canili della città e di aver creato alcuni Gruppi di Acquisto Solidale. Secondo quanto riportato da La Stampa, Virginia Raggi è sposata con Andrea Severini, regista radiofonico, “che aveva le idee molto più chiare delle mie”, ha confessato Raggi. La coppia ha un bambino di sei anni.

Raggi ha cominciato a fare politica con il Movimento 5 Stelle nel marzo del 2011 e nel 2013 è stata eletta consigliera comunale con 1.525 preferenze. In questi anni si è occupata soprattutto di scuola e ambiente. Dopo la fine delle votazioni online, sul blog di Beppe Grillo è stata pubblicata una dichiarazione di Virginia Raggi:

“Innanzitutto ci tengo a ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto e supportato, ma soprattutto gli attivisti che sono al nostro fianco, ogni giorno.
Mafia Capitale ci ha dimostrato che a Roma la vera politica non la fanno i partiti, ma i cittadini romani. Quelli che si svegliano alle 5 del mattino ogni giorno e attendono ore prima che passi l’autobus che li porti a lavoro. La politica la fanno tutte quelle mamme che si fanno in quattro per trovare un asilo pubblico decente per il proprio bambino.

La fanno i commercianti, i liberi professionisti, gli artigiani che pagano le tasse più alte d’Italia ricevendo servizi scadenti. La politica a Roma la devono fare i musei, i parchi, il centro storico e le periferie. Non siamo solo una città, siamo storia. E qualcuno ha provato a cancellarci, speculando sulle nostre spalle.

Ora è il momento di prenderci la nostra rivincita. Sarà un compito difficile e ne sono pienamente consapevole, ma non mi spaventa. A essere spaventati sono coloro che vogliono che resti tutto com’è. Perché non è vero che Roma non può tornare al pari di grandi metropoli europee come Berlino e Parigi, non è vero che la Capitale non può rinascere. Possiamo tornare ad essere città del mondo ed è il momento di riprenderci la nostra storia. #RomaAiRomani!”.