Bionde più intelligenti delle castane, brune. Studio dice che…

Pubblicato il 24 marzo 2016 14.34 | Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2016 14.34

Tags:

 
Melissa Satta bionda: nuovo look per l'ex velina FOTO

L e donne bionde sono più intelligenti in assoluto? Secondo uno studio della Ohio State University, pubblicato su Economics Bullettin, le bionde avrebbero un quoziente intellettivo più alto, anche se di poco, rispetto a castane, brune e rosse. Insomma, buone notizie per tutte coloro che combattono contro il pregiudizio, completamente infondato, che vuole le donne con i capelli chiari meno intelligenti di quelle con i capelli scuri.

La notizia è stata riportata dall’Ansa, che scrive:

“Lo studio, su 10mila persone, ha preso in esame i dati del National Longitudinal Survey of Youth 1979, un sondaggio Usa con partecipanti tra i 14 e i 21 anni. Nel 1980 è stato chiesto loro di svolgere l’Armed Forces Qualification Test, utilizzato dal Pentagono, il Dipartimento della Difesa Usa, per determinare il grado di intelligenza delle reclute. Infine, nel 1985, ciascuno ha dovuto indicare il colore naturale dei propri capelli. Per eliminare ogni pregiudizio basato su differenze etniche e razziali, gli studiosi hanno eliminato gli afro-americani e gli ispanici dall’analisi.

I risultati hanno mostrato che le donne bionde avevano un QI medio di 103,2 , rispetto a 102,7 di quelle con i capelli castani, 101,2 di quelle con i capelli rossi e 100,5 di quelle con i capelli neri. Anche per gli uomini biondi il risultato era quasi simile. Gli studiosi spiegano che non è possibile stabilire una relazione genetica tra il colore dei capelli e l’intelligenza, mettendo in rilievo che i risultati potrebbero parzialmente derivare dal fatto che le donne prese in esame erano molto stimolate intellettualmente. Tuttavia ciò non inficia il risultato, seppure a livello statistico il vantaggio delle bionde non sia significativo. “Non credo che si possa dire con certezza che le bionde sono più intelligenti, ma si può sicuramente dire che non sono più stupide“, spiega Jay Zagorsky, autore dello studio.