Scostumista: Napoli Teatro Festival 2016 FOTO

Scostumista: Napoli Teatro Festival 2016 FOTO

15 Giugno 2016 - di Claudia Montanari

NAPOLI – Scostumista: Napoli Teatro Festival 2016 FOTO. Sono già nove anni che nel mese di giugno a Napoli parte un festival internazionale: Il Napoli Teatro Festival, che seleziona, produce e commissiona spettacoli teatrali, performance artistiche e mostre coinvolgendo artisti provenienti da tutto il mondo. Si dà il via oggi alla nona edizione del Napoli Teatro Festival, dopo un’anteprima ieri sera al carcere minorile di Nisida dove è andata in scena una versione della Tempesta tradotta da Eduardo in napoletano con la voce di Michele Placido, la mise en espace di Fabrizio Arcuri e il coinvolgimento dei ragazzi detenuti che partecipano al laboratorio di scrittura e teatro.

Scriveva Eduardo a proposito della sua Tempesta: «[…] Quale insegnamento più attuale avrebbe potuto dare un artista all’uomo di oggi, che in nome di una religione o di un “ideale” ammazza e commette crudeltà inaudite, in una escalation che chissà dove lo porterà? E preciso che tra gli “ideali” ci metto anche il denaro, la ricchezza, che appunto come ideali vengono considerati in questa nostra squallida società dei consumi».

Dal 15 giugno al 15 luglio in programmazione ben 45 spettacoli, con compagnie provenienti dal Giappone, Medio Oriente, Africa, America Latina e Stati Uniti, messi in scena in diversi luoghi suggestivi che la città di Napoli sa offrire come il San Carlo, l’Arena Flegrea; Galleria Toledo e il Teatro Nuovo nel cuore dei quartieri spagnoli; il Politeama, il Teatro Augusteo e il San Ferdinando; Villa Pignatelli nel quartiere Chiaia; il complesso del Museo Diocesano a largo Donnaregina nel centro storico; il Teatro Mercadante e il suo Ridotto; il Teatro Bellini e il Piccolo; il Teatro Diana nel quartiere Vomero; il Pausilypon nel Parco Archeologico che comprende anche la Grotta di Seiano…(assolutamente da vedere!)
Si parte con uno spettacolo di danza: Kiss & Cry di Michèle Anne De Mey e Jaco Van Dormael ela regia di Peter Sellars, in cui attraverso il linguaggio del corpo si dialoga con il cinema.

Nella sua giornata inaugurale, il Napoli Teatro Festival Italia propone, inoltre, la prima assoluta di Aspettando il tempo che passa, scritto con i detenuti del carcere minorile di Airola (Benevento) per la regia di Emanuela Giordano (al Teatro Nuovo alle 19, replica il 16), con Giuseppe Gaudino, Adriano Pantaleo, Veronica Montanino e Salvatore Presutto. Il lavoro, nasce nell’ambito del laboratorio di scrittura scenica “il palcoscenico della legalità” – ideato da Giulia Minoli.

Passage through the world è invece la creazione site-specific – per il Museo Diocesano Donnaregina Vecchia – di Shirin Neshat, artista iraniana tra le più interessanti del panorama video-cinematografico che indaga i temi della perdita e della rinascita attraverso il ciclo della vita e della morte nelle diverse culture.

Interessante la proposta dei greci blitztheatregroup con Late Night che evoca la crisi europea. Ma anche il teatro di figura fiabesco di Alain Moreau o la conferma del segno di William Kentridge con la Handspring Puppet Company, le atmosfere circensi di James Thierrée, fino al Pinocchio di Joël Pommerat. Nomi di grande richiamo come Svetlana Zakharova e la sua Carmen o le sorelle pianiste, Labèque con Love stories, fino alle visioni di Robert Lepage, Shiro Takatani, e il giovane regista siriano Omar Abusaaada.

Per la prosa internazionale: Le troiane messa in scena del russo Valery Fokin; Mar del Teatro de Los Andes di Aristide Vargas o i cileni de La Re-sentida, il Macbeth sudafricano di Brett Bailey; i temi della crisi economica in Money! di Françoise Bloch e l’annosa questione dei Sud del mondo, osservati attraverso la lente tecnologica di Fabrice Murgia in Black Clouds, in prima assoluta. Al San Carlo arriva la narrazione delle Olimpiadi del 1936, raccontata dalla viva voce del cronista Federico Buffa, ma anche il concerto dei Foja, Cagnasse tutto, da un’idea di Franco Dragone (noto per aver firmato molte regie del Cirque du Soleil e da quest’anno direttore artistico del festival).

Molti anche i debutti italiani, da segnalare il nuovo lavoro di Punta Corsara, Il cielo in una stanza, che attraversa tre importanti decenni napoletani, e poi ancora Ascanio Celestini, Emma Dante, i Babilonia Teatri, i Posteggiatori Tristi, e il teatro sensoriale di Rosa Pristina; si chiude il festival il 14 e 15 luglio al Teatro San Ferdinando con il debutto de Il servo commedia psicologica di Robin Maugham nella lettura di Pierpaolo Sepe e Andrea Renzi, spettacolo a cui tengo particolarmente perché i costumi li firmo io!
Ho avuto infatti il privilegio di partecipare a più edizioni del Napoli teatro Festival e di assaporare l’atmosfera di festa e cultura che si respira nella capitale partenopea in questo periodo. Negli anni ho visto e partecipato a spettacoli bellissimi, il festival si fa sempre più ricco e corposo e mi meraviglio che purtroppo non sia ancora riuscito ad avere l’eco che merita. Quanti in Italia e anche all’estero sono a conoscenza di di questo evento?

Il Napoli teatro festival non viene pubblicizzato abbastanza, è un dato incontrovertibile, che penalizza il festival stesso, ma anche una grossa fetta di pubblico possibile che si perde una manifestazione dal profilo artistico altissimo.
http://www.napoliteatrofestival.it.

Di Annapaola Brancia D’Apricena

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