Scandalo: “Parmalat non rinnova contratto e compra latte cinese”

Pubblicato il 11 aprile 2016 05.00 | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2016 15.05

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Scandalo|Parmalat non rinnova contratto e compra latte Cinese
Roma – Scandalo: “Parmalat non rinnova contratto e compra latte Cinese”. È scoppiato lo scandalo nelle Valli Genovesi. Secondo quanto annuncia Alice Salvatore del Movimento 5 Stelle sulla sua pagina Facebook, la Parmalat, a scadenza del contratto, avrebbe deciso di non rinnovare il contratto con gli allevatori delle Valli Genovesi, preferendo comprare da “provenienze assurde per distanza, come l’Europa dell’Est e la Cina”. Si legge sul sito di Pimocanale.it , nota Tv del capoluogo ligure:
Si allarga a macchia d’olio la protesta degli allevatori cittadini contro la società del gruppo Lactalis, proprietaria del marchio Latte Oro, che ha scelto di non rinnovare il contratto con i produttori delle Valli Genovesi. E ora c’è chi fa appello al boicottaggio. 
 Ecco l’appello che gira sul web:
NON COMPRATE PIU’ PRODOTTI PARMALAT E FATE GIRARE LA NOTIZIA.
Gli allevatori sono due giorni che buttano il latte nei prati, con danni ingenti!
Tra questi ci sono molti giovani che avevano rifatto le stalle anche con impianti fotovoltaici, indebitandosi con mutui stellari e ora?
Il Municipio di Sestri Ponente si è già mobilitato per vendere i prodotti caseari che produrranno gli allevatori.
Ma non è sufficiente perchè nelle Valli genovesi c’è la più grande concentrazione di allevamenti bovini della Liguria.
Bisogna fare rete e aiutare questa gente… 
Bianca Maria Lombardo
Agriturismo La Maliarda
Rossiglione – GE.
E ancora su Pimocanale.it.
…La questione è notevole, perché nelle valli genovesi, specie quelle più vicine al Piemonte e all’Emilia Romagna, c’è la più grande concentrazione di allevamenti bovini della Liguria. Sessanta aziende rinuite in cooperativa rischiano di chiudere. “La Parmalat, anche contraddicendo rassicurazioni del passato, ignora le conseguenze sociali ed economiche delle proprie scelte sul nostro territorio”, affermano Comune e Città Metropolitana di Genova in una nota congiunta…
 .
…”Anche i produttori della focaccia di Recco subiranno gravi ripercussioni perché, per le sue particolari caratteristiche, la focaccia di Recco deve contenere formaggio proveniente dalle valli liguri – attacca anche il Movimento Cinque Stelle – Siamo stufi di assistere impotenti mentre un’altra parte importante della nostra filiera corta sta per ricevere un altro colpo di grazia da una grande distribuzione aliena e cinica”.
Dal canto suo, Parmalat si difende dalle accuse e sulla sua pagina Facebook ha ribadito:
“Latte Oro ribadisce con forza lo storico legame con la città di Genova e l’impegno assoluto a garantire la massima qualità e la provenienza 100% di latte fresco Italiano da allevamenti selezionati.
Da molto tempo l’azienda ha avviato una serie di iniziative in favore dei consumatori, dei cittadini e del territorio di Genova, di cui da sempre Latte Oro è una espressione riconosciuta.
Le polemiche mediatiche ed i continui attacchi infondati non hanno fatto altro che penalizzare ulteriormente i consumi di latte fresco in un mercato già in forte difficoltà.
Latte Oro, nonostante il calo dei consumi ha continuato negli ultimi anni a ritirare anche il latte locale – ad esempio – dalla Cooperativa Valpolcevera pagandolo al prezzo di mercato.
Vista la situazione attuale di crisi dei consumi, e la scadenza degli accordi contrattuali con alcuni conferenti di latte, l’azienda è in questi giorni impegnata in una discussione con i produttori locali riguardante la quantità di latte necessaria alla produzione.
L’azienda conferma il massimo impegno a sostegno dei consumi e degli investimenti locali anche attraverso il lavoro quotidiano degli oltre cento genovesi che operano sul territorio”.