La Trippa della Sora Bianca: ispirata alla Sora Lella|VIDEO

Pubblicato il 1 novembre 2016 06.30 | Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2016 13.32

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La Trippa della Sora Bianca buona come quella della Sora Lella|VIDEO

R oma – La Trippa della Sora Bianca: ispirata alla Sora Lella|VIDEO.

(di Manuela Lara Lantermino)

Ho sempre amato la cucina e cucinare, il mio gioco preferito da piccola era “pasticciare” con mia madre, gioco che ora faccio con mia figlia e che anche lei adora.
I ricordi culinari della mia infanzia hanno il sapore del pesto e del golfo ligure… Infatti sono una romana d’adozione! Vivo nella capitale da quasi trent’anni e la cucina locale la conosco molto bene!!!
Però mi sono chiesta: ”Sei legata emotivamente a questa cucina come a quella della tua infanzia? Puoi descriverla e raccontarla non solo come un manuale di gastronomia?”
Alla fine la risposta è si, perché i miei ricordi legati a questa cucina non saranno quelli dell’infanzia ma sono comunque legati ai miei 20 anni, quando mi affacciavo alla vita adulta con entusiasmo, energia e passione.
I miei ricordi sono quelli dei sapori veraci e dei profumi intensi che spesso contraddistinguono questa cucina povera  e ricca nello stesso tempo.
Povera negli ingredienti: la cucina romana, quella più tradizionale, si basa spesso sull’elaborazione del cosiddetto quinto quarto, la parte meno nobile dell’animale; ma ricca nella sua creatività, nei colori e nell’abilità di trasformare ingredienti poveri, appunto, in veri e propri manicarretti.
I miei ricordi sono legati a tutte quelle persone: amici, conoscenti, ristoratori che mi hanno guidato alla scoperta di questa favolosa cucina ed è proprio attraverso i loro ricordi che voglio raccontarla.
Un volto e un nome tra tutti è quello della Sora Bianca, un “pezzo” di donna che non finiva più, alta e imponente quanto prorompente.
Di origine marchigiana, ma più romana dei “romani da sette generazioni”, aveva fatto la cuoca per cinquant’anni in una trattoria di San Lorenzo, quartiere popolare e pittoresco alle spalle della Stazione Termini, che nel luglio del 1943, in piena seconda guerra mondiale, fu il più colpito dal primo bombardamento degli alleati su Roma, e oggi zona universitaria per eccellenza.
Quando ho conosciuto la Sora Bianca era ormai in pensione da anni e sbarcava il lunario facendo la cartomante.
Abitava con il suo gatto nero sopra il mio appartamento in un piccolo monolocale e il fragore delle sue risate si sentiva per tutta la via.
Dalla finestra di casa sua, tutta piena di fiori e erbe aromatiche, giungeva sempre musica di stornelli romaneschi e odori penetranti di cucina casalinga.
Aveva deciso di farmi un po’ da nonna: lei sola, io studentessa lontana dalla famiglia, avevamo forse bisogno l’una dell’altra, e così, giorno dopo giorno, prima occasionalmente poi quotidianamente, mi ritrovai seduta alla sua tavola ad assaporare la vera cucina romana.
Quando rientravo la sera mi aspettava affacciata al suo davanzale e mi gridava:”A Chicca viè a magnà “!!! E vi posso assicurare che “se magnava” proprio bene dalla Sora Bianca.
Vi potrei parlare di decine di piatti gustati a casa sua,e certamente lo farò, ma una trippa alla romana come quella della Sora Bianca non l’ho mai più mangiata… Lei diceva di averla imparata personalmente dalla Sora Lella, che adorava letteralmente e che considerava il suo modello in cucina e non solo. Chissà poi se era vero… se l’aveva mai conosciuta… Non faceva comunque differenza perché la sua Trippa alla Romana era sicuramente buona quasi quanto la sua…
La Sora Bianca diceva che il segreto per una buona Trippa stava negli ingredienti: la mentuccia del suo davanzale, il pecorino romano che le portava ogni settimana un pastore della zona di Tivoli e il pomodoro fresco tritato a mano.
La ricetta però ve la faccio raccontare proprio dalla voce della mitica Sora Lella dove, in uno strepitoso video, ci accompagna, come in un tutorial, passo passo nella preparazione di questo tipico piatto della tradizione romana, facendoci fare un sacco di risate con la sua prorompente energia, allegria e genuinità… Proprio come era la “mia” Sora Bianca.