Trovare l’amore: sempre più difficile ai tempi dei social

Pubblicato il 28 giugno 2016 10.27 | Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2016 10.26

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Trovare l’amore: sempre più difficile ai tempi dei social. Conversazioni infinite in chat, tweet, foto su Instagram: una relazione vissuta molto online, soprattutto quando si è adolescenti può rendere più difficile trovare l’anima gemella in età più adulta. Il motivo? Non si svilupperebbero abbastanza alcune competenze chiave delle relazioni, come la gestione dei conflitti e il far valere i propri bisogni, che invece sono più legate al contatto visivo e diretto.

E’ quanto emerge da uno studio della University of North Carolina a Chapel Hill e della North Carolina State University pubblicato sulla rivista Journal of Research on Adolescence. Gli studiosi hanno esaminato 487 teenagers, di un’età media di 14 anni, che in due diverse occasioni nell’arco di un anno sono stati interrogati sulla frequenza di comunicazioni giornaliere con il partner sia attraverso metodi considerati tradizionali (di persona, al telefono) sia tramite la tecnologia (messaggi, interazioni sui social network).

È stata anche valutata la loro capacità in alcuni aspetti chiave delle relazioni e dell’amore, come la gestione dei conflitti e il far valere i propri bisogni tenendo in conto anche il punto di vista dell’altra persona. È emerso che i ragazzi che basavano la propria relazione più sui contatti e le interazioni online avevano un anno dopo un più basso livello di competenze interpersonali in questi ambiti, fondamentali secondo gli studiosi per lo sviluppo delle relazioni future.

Lo smartphone è diventato sempre più “irresistibile” nei momenti di attesa, più per gli uomini che per le donne. È il risultato di un testo condotto dalle Università di Wurzburg e Nottingham-Trent per conto di Kaspersky Lab che ha indagato quanto tempo si riesce a stare senza telefonino in una situazione d’attesa forzata: è emerso che gli uomini cedono dopo 21 secondi, le donne dopo 57 secondi. In media il cellulare si tira fuori dopo 44 secondi. I ricercatori hanno lasciato in una sala d’aspetto i partecipanti all’esperimento e hanno cronometrato il tempo trascorso prima che si cedesse alla tentazione di prendere in mano il cellulare.