Amore fa dimagrire: più ci pensi…meno hai fame!

Pubblicato il 19 luglio 2016 09.44 | Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2016 09.44

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R OMA – Amore fa dimagrire: più ci pensi…meno hai fame! Soddisfare il proprio ”appetito sessuale” potrebbe proteggere da abbuffate e chili di troppo attraverso la produzione dell’ormone dell’amore, l”ossitocina‘. Infatti questa molecola (implicata anche nell’amore materno, nell’affetto, nell’allattamento) può ridurre l’appetito e il desiderio di ingerire cibi. Lo indica lo studio condotto in Gran Bretagna, presso l’Università di York, e presentato in Portogallo, nel convegno della Società per lo studio del comportamento alimentare.

Gli esperti hanno osservato la quantità di ossitocina nel sangue di un vasto campione di individui di età compresa fra 27 e 50 anni e poi hanno eseguito un esame del Dna di ciascuno per analizzare il tipo di ”recettore per l’ossitocina” (OXTR), ovvero l”interruttore molecolare” cui si attacca l’ormone dell’amore per esercitare la sua azione. A seconda del tipo di gene presente nel Dna di un individuo, l’ossitocina può lavorare in maniera più o meno efficiente: gli individui che hanno un gene OXTR più attivo, cioè che risponde meglio all’ossitocina, sono maggiormente al riparo dalle abbuffate, hanno cioè una personalità meno incline a questo tipo di comportamento.

In generale, quindi, l’ossitocina può frenare le abbuffate, quindi stimolarne il rilascio da parte dell’organismo, ad esempio attraverso l’attività sessuale, e potrebbe rappresentare una risorsa in più contro i disturbi del comportamento alimentare.

Qual è il momento migliore per fare sesso? Spesso non è sufficiente seguire i propri bisogni passionali, ma anche entrare in contatto con il proprio bioritmo sessuale. Quello femminile non è giornaliero, ma mensile e segue il suo ciclo mestruale:

“Il periodo in cui la donna ha più desiderio sessuale è quello in cui è fertile, ossia la settimana intorno al 14° giorno del ciclo, se regolare”, ha spiegato la psicoterapeuta e sessuologa Nicoletta Suppa aDLaRepubblica.

A livello fisiologico  non c’è perciò molta differenza tra la mattina o la sera. Quello che invece cambia è l’approccio mentale. La donna è psicologicamente più propensa a fare sesso verso sera, meglio ancora se di notte.

“Durante questa fascia oraria, raggiunge uno stato di rilassamento e, allo stesso tempo, si attiva sessualmente perché finalmente si lascia andare dopo una giornata stressante, nella quale le proprie esigenze difficilmente hanno avuto la priorità”, ha affermato l’esperta.