Valeria Golino in giuria al 69/mo Festival di Cannes

Pubblicato il 26 aprile 2016 10.59 | Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2016 10.59

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Valeria Golino farà parte della giuria del 69/mo Festival di Cannes. Gli organizzatori del Festival hanno annunciato gli otto membri che affiancheranno il presidente George Miller. Saranno quattro uomini e quattro donne. Oltre all’attrice italiana, presenti il regista francese Arnaud Desplechin, l’attrice statunitense Kirsten Dunst, l’attore danese Mads Mikkelsen, il regista ungherese László Nemes, l’attrice francese Vanessa Paradis, il produttore iraniano Katayoon Shahabi, l’attore canadese Donald Sutherland.

Valeria Golino, 50 anni, è nata a Napoli il 22 ottobre 1965, figlia di un germanista italiano e di una pittrice greca di origini francesi ed egiziane. È cresciuta tra Atene e Napoli. E’ una delle più talentuose e note attrici e registe italiane. E’ ufficialmente legata dal 2006 all’attore Riccardo Scarmarcio, sebbene i due non siano ancora convolati a nozze.

Nel corso di un’intervista con Grazia, Valeria Golino ha parlato del suo rapporto con la maturità. Alla domanda, “L’idea di invecchiare la spaventa?”, l’attrice ha risposto:

“Credo che per tutti sia un piccolo trauma. Io per tanti anni sono stata viziata dalle circostanze, dalla bellezza e dal successo. Ho capito che quando sei giovane, la spregiudicatezza e l’impertinenza ti vengono perdonate con facilità, è come se la gradevolezza ti regalasse un passepartout per conquistare la benevolenza degli altri. Ma poi, quando gli anni sono passati, tutto cambia: con la vecchiaia nessuno ti perdona più gli errori”. Questo però non le impedisce di rischiare, non solo come regista…”Il mio entusiasmo per la vita è più forte della paura di essere brutta. E poi, sono sempre stata in viaggio verso qualcosa: devo continuare a seguire la mia natura”. E alle spalle che cosa si è lasciata? “Troppe cose di cui non mi sono occupata abbastanza. Comprese alcune amicizie: persone che mi dicevano resta mentre io scappavo. Ero spinta dalla mia ansia di molteplicità”.