Riccardo Scamarcio a Cannes: “E’ come se avessi vinto la…”

Pubblicato il 9 maggio 2016 14.03 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2016 14.05

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Riccardo Scamarcio a Cannes: "E' come se avessi vinto la..."

C ANNES – ”Ho festeggiato dieci giorni quando ho saputo di essere stato selezionato a Cannes. E’ come se avessi vinto la Coppa del mondo, il giro d’Italia”. A fine conferenza stampa, così Riccardo Scamarcio, protagonista e produttore di ‘Pericle il nero’ commenta la selezione del film a Un Certain regard a Cannes e che arriva in sala dal 12 maggio con la Bim. Terza opera di Stefano Mordini, il film tratto dal romanzo omonimo di Giuseppe Ferrandino (Adelphi), era nei progetti anche di Abel Ferrara che aveva provato a farne una versione cinematografica (sempre con Scamarcio protagonista). Da Napoli e Pescara, dove è ambientato il libro, il regista sposta la vicenda a Liegi e Calais per raccontare in una sorta di noir esistenziale, che ricorda molto i polar francesi, la storia di Pericle Scalzone, detto il nero, uno che ”fa il culo alla gente” (letteralmente) per conto di Don Luigi, boss camorrista. Pericle è solo manovalanza ottusa, uno stupido esecutore, ma dentro di lui, c’è un’anima con qualcosa di più.

”L’approccio alla storia – spiega il regista – è quello della solitudine e della miseria che ci sono in fondo alla criminalità. La solitudine – aggiunge – è un po’ la mia ossessione. Un isolamento difficile da spezzare, come il caso di Pericle che, non appena trova una famiglia, deve fare i conti con quella di provenienza che lo vuole morto”.

Il mio personaggio spiega Riccardo Scamarcio: ”si sente in fondo un cretino. E alla fine crede davvero di esserlo, per poi scoprire che è una persona profonda, capace di amare”. E ancora l’attore sul suo progetto con Abel Ferrara: ”sarà un caso, ma stamani venendo qui l’ho incontrato mentre attraversava la strada. Una cosa davvero incredibile”. Frase cult: ”Il mio padrone è Luigino Pizza, che tutti lo chiamano così a causa delle pizzerie…Io mi chiamo Pericle Scalzone…Di mestiere faccio il culo alla gente”.