Renato Zero furioso: “Mio disco in rete, non lo tollero”

Pubblicato il 8 aprile 2016 13.14 | Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2016 13.14

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Renato Zero furioso: “Mio disco in rete, non lo tollero”. “Non venite più ai miei concerti, non acquistate i miei dischi”: questo il messaggio rivolto da Renato Zero rivolge a “quei sorcini un po’ sprovveduti che ieri sera hanno messo in rete il mio album“. Il disco in questione, ‘Alt’, che arriva a tre anni di distanza dal doppio progetto di ‘Amo’, esce domani nei negozi e negli store digitali. “Io mi produco i dischi da solo, faccio l’artista, non il rapinatore, non può venire il primo pischello e mettere in rete il mio disco – sottolinea Zero, che presenterà il nuovo lavoro dal vivo l’1 e 2 giugno all’Arena di Verona – non lo tollero”. Il re dei sorcini parla della sua ultima “fatica discografica” nel corso della conferenza show organizzata a Milano per presentare il nuovo disco e le due date all’Arena di Verona (1 e 2 giugno).

Non manca un messaggio rivolto ai politici nostrani. Renato Zero si rivolge direttamente con il brano ‘Nemici miei’ dove li rimprovera perché ‘di buoni esempi non ne offrite mai’:

“L’Italia ha svenduto quasi tutto, la politica non tiene conto della spesa giornaliera e non fa nulla – lamenta – per produrre esempi che ci confortino”. Ecco così che, in cerca di un ideale più alto cui aggrapparsi in questi momenti bui, a metà album si incontra una preghiera come ‘Gesù’: “la sua assenza si sente moltissimo perché Gesù in fondo siamo noi, Dio è un’entità lontana che magari non ha tempo per noi, ma Gesù è venuto qui per farsi massacrare e negli ultimi anni ne abbiamo visti tanti di Gesù, come le vittime massacrate dalla mafia o da quell’altra entità. E’ assolutamente necessario che Gesù torni a casa”. Intanto però “non si può stare a braccia conserte aspettando la manna”: Zero, che si definisce un ‘sollecitatore’, auspica che “i ragazzi di questo tempo avvertano l’esigenza del cambiamento”. Di questo parla il brano ‘Rivoluzione’, in cui l’artista passa simbolicamente il testimone della lotta perché “a dire ‘si’ c’è sempre tempo”. (Ansa).