Amy Winehouse tossicodipendente per colpa dell’ex marito?

Pubblicato il 28 giugno 2016 08.50 | Ultimo aggiornamento: 27 giugno 2016 22.04

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Amy Winehouse drogata per colpa dell’ex marito? Nella breve vita di Amy Winehouse, morta a soli 27 anni, nel 2011 per colpa di un’intossicazione da alcool, molti individuano una presenza nefasta: l’ex marito Blake Fielder-Civil (sono stato sposati dal 2007 al 2009, ma avevano a lungo continuato a frequentarsi) un tossicodipendente più volte finito in prigione che avrebbe iniziato la cantante all’eroina e al crack, trascinandola in una spirale inarrestabile di eccessi. Una coppia descritta come ‘maledetta’ dai tabloid, sui quali prova a portare una nuova luce, non senza una dose massiccia di realismo e autocritica, ‘Amy & Blake’ scritto dalla ex suocera della cantante, Georgette Civil, con il supporto di uno specialista in biografie come John McDonald. Il 18 luglio esce in Italia per Chinaski Edizioni già un best seller nel Regno Unito (titolo originale Letting Blake go).

Una figura, quella di Amy Winehouse che continua ad essere ricordati libro dopo libro: in Uk è uscito anche quello della mamma di Amy, Janis Collins Winehouse, Loving Amy, A Mother’s Story. Un racconto in prima persona, nel quale Georgette ripercorre le fasi della vita del figlio (con il quale non ha più rapporti, da quando si è dichiarata favorevole all’affidamento ai servizi sociali dei due bambini, avuti da Blake con una nuova compagna, anche lei tossicodipendente) e del rapporto con Amy. Una relazione quasi materna, almeno all’inizio, grazie all’istintiva confidenza fra le due donne (Amy Winehouse la chiamava ‘momsie’, un soprannome affettuoso dato spesso alle suocere).

Ad unirle l’innamoramento per Blake, instabile, quanto generoso e pieno di vita, ma soggetto a frequenti momenti di depressione, che lo portano a continue ricadute nell’abuso di sostanze. Un uomo fragile che la madre ha provato costantemente (fin troppo, dice ora) a proteggere, dandogli sempre nuove possibilità. Georgette Civil fa una cronaca molto diretta anche delle fragilità e dei momenti di crisi violente della Winehouse. Ad aggravarle c’era l’atteggiamento dittatoriale verso di lei del padre Mitchell, che da subito è stato ostile a Blake. L’amour fou dei due ragazzi, secondo la madre di lui, sembra prima salvifico ma poi si rivela per entrambi, sempre più distruttivo, come una nuova dipendenza. La notizia della morte di Amy Winehouse è per Georgette Civil, che oggi lavora in un ostello che fornisce sostegno ai senzatetto, uno shock doloroso e inaspettato, che descrive con emozione:

”Ricordai le telefonate, la sua voce. ‘Momsie, il nostro ragazzo è così bello. Io lo amo’. La mia mente volò a tutti i momenti che avevamo condiviso, belli e brutti, dalle lacrime alle risate. Avrei voluto tornare indietro per poter fare qualcosa, ma non era possibile. Perché hanno lasciato che le dipendenze distruggessero le loro vite? Avremmo potuto fare di più, io e Mitch? Non potevo rispondere per lui, ma per quanto mi riguarda sì, avrei potuto”.