Freddo in arrivo: decalogo per proteggere i bambini

Pubblicato il 7 dicembre 2015 11.00 | Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2015 15.50

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di redazione Ladyblitz
 
Freddo in arrivo: decalogo per proteggere i bambini

R OMA – Il meteo dice: dopo il ponte dell’Immacolata torna il freddo, quello vero, quello che ormai ci prepara al Natale. Quindi meglio correre ai ripari, soprattutto con i bambini. Ecco allora qualche consiglio su come coprire i più piccoli senza esagerare ma evitando che si ammalino.

Innanzitutto, spiega il pediatra Italo Farnetani all’Adnkronos, attenzione a gola e pelle: sono queste le parti del corpo che più sono esposte al freddo e soggette ai malanni di stagione. Ma ecco il decalogo del dottor Farnetani:

  1. “Il freddo non fa venire il mal d’orecchie: il dolore arriva dalla gola infiammata. E’ inutile imbacuccare i bimbi con cappelli e paraorecchie sperando di evitare il malanno, inoltre dimenticare di togliere il berretto al chiuso favorisce sudate”.

  2. Allora via libera alle sciarpe? “Non proprio: piuttosto è meglio insegnare al bambino a respirare con il naso: filtra l’aria e protegge il nostro organismo”.

  3. Il freddo aggredisce la pelle, specie quella tenera dei bambini. “Per prevenire problemi è utile applicare creme emollienti e idratanti, che andranno utilizzate anche in caso di arrossamenti”.

  4. I piedi soffrono per l’effetto-sauna: “Si tende a scegliere calzini pensantissimi e scarpe impermeabili o galosce. Così l’umidità fa macerare la pelle. Per evitarlo cambiare sempre le calzine inumidite e, in casa, far camminare il piccolo a piedi nudi o con le calze antiscivolo”.

  5. A contatto con la pelle del bimbo “sempre indumenti di cotone”, raccomanda il pediatra, nonostante le raccomandazioni della nonna a favore della lana.

  6. Sì allo sport, “anche alla piscina. La vita sedentaria è dannosa fin da piccoli, e poi hanno inventato il phon. Basta asciugarsi bene all’uscita dalla vasca o dalla palestra”.

  7. Non rimandare passeggiate e uscite al parco: al chiuso circolano gli agenti infettanti, che ‘viaggiano’ ad altezza naso e bocca. “Stare fuori riduce i pericoli”, assicura Farnetani.

  8. In casa arieggiare i locali tenendo aperte le finestre almeno per 45 minuti al giorno.

  9. No all’aria secca, che toglie il respiro. Umidificare gli ambienti chiusi e riscaldati “mettendo asciugamani umidi sul calorifero, o utilizzando gli umidificatori”.

  10. E i neonati? “Dai 3 kg di peso possono, anzi debbono, uscire anche loro tutti i giorni, ma solo nelle ore più calde”.