Furto nello spogliatoio della palestra: responsabilità del gestore

Pubblicato il 24 marzo 2016 14.20 | Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016 11.29

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R OMA – Furti negli spogliatoi delle strutture sportive: responsabilità del gestore.

Domanda 1:

“Gentile Avvocato. Mio figlio è un minore (9 anni), segue un corso per bimbi nella piscina del mio paese. Fino a pochi anni fa noi genitori eravamo ammessi negli spogliatoi, ora non più. Si paga un po’ di più il corso perché ci sono delle signore che aiutano i bimbi a lavarsi, vestirsi, ecc… Noi non possiamo entrare. A mio figlio hanno rubato accappatoio, cuffia, occhialini, costume mentre  faceva la doccia. È già la seconda volta! Le signore non lo hanno aiutato a recuperare il maltolto (forse bastava lì sul momento controllare le borse degli altri bimbi!). Posso richiedere i danni? I bimbi non usano gli armadetti ovviamente, basta questo per sollevare la piscina da ogni responsabilità? Grazie mille per l’attenzione”

Domanda 2:

“Gentile Avvocato. Sono un giovane lavoratore di un piccolo paese in provincia di Firenze. Ho subito un furto in una palestra (cellulare e contanti, depositati in un armadietto chiuso con lucchetto), per un danno totale di € 1000.. Ho letto su vari siti, compreso il suo blog (http://avvocato.ladyblitz.it) che i gestori della palestra sarebbero responsabili in virtù di quanto previsto dall’articolo 1786 del codice civile. Certo delle mie ragioni mi sono rivolto a 2 avvocati che, tuttavia, mi hanno chiarito che non esiste giurisprudenza in merito e che l’art. 1786 non è estendibile alle palestre: sostengono che quanto riportato su internet è ingannevole..
In effetti nei vari siti, se pur si parla ripetutamente di orientamento in tal senso della giurisprudenza, non è mai riportata alcuna sentenza, se non una, molto vecchia, della Cassazione, risalente al 1954(n.256) e un’altra riportata da un’articolo del corriere della sera del 25/10/1996(v.allegato), della quale non vi è tuttavia alcun riferimento identificativo..
Cosa posso fare? Potrebbe indicarmi, se effettivamente esiste, qualche sentenza o, quanto meno, aiutarmi ad individuare gli estremi della sentenza riportata dal Corriere della Sera? Attendo Suo gentile riscontro, cordiali saluti”

L’Avvocato Flavia Montanari risponde:

Gentili lettori di Ladyblitz,
sono lieta di poter tornare sulla questione trattata già sul blog “Ditelo all’Avvocata” perché relativa ad un fenomeno statisticamente assai frequente, ovverosia quello dei furti consumati all’interno degli spogliatoi delle palestre e delle piscine.

Il più delle volte, in caso di sottrazione dei propri effetti personali,  agli utenti è però negata ogni forma di risarcimento da parte del gestore delle strutture.

A torto, direi.

Ed infatti colui che paga il biglietto o l’abbonamento stipula con il gestore della struttura un contratto in virtù del quale quest’ultimo non solo è tenuto a consentire l’utilizzo degli impianti, ma con in quale assume anche l’obbligo di custodire i beni depositati dai clienti. Pertanto il gestore dell’impianto è vincolato contrattualmente con il fruitore della piscina o della palestra.

Orbene, di recente, contrariamente a quanto riferito al Signor M., sulla annosa questione è intervenuta la Corte di Cassazione, la quale ha sostanzialmente confermato il principio sopra richiamato, condividendo quanto disposto dal Giudice del merito il quale aveva ritenuto “che l’utilizzo dello spogliatoio di un centro sportivo secondo il corretto intento degli utenti assolve normalmente alla esigenza di ottenere la custodia degli indumenti depositati dai medesimi”(Cass. Civile sez. III n. 11579 dd. 19.05.2009).

Per un verso dunque, inquadrata la fattispecie nell’ambito del deposito, il Giudice di prime cure (e la Cassazione a conferma) ha fatto discendere la responsabilità del soggetto proprietario o gestore dell’impianto sportivo, cui accede lo spogliatoio, per la mancata restituzione del bene sottratto, con il correlativo obbligo di risarcirne il danno.

Mi pare opportuno aggiungere, inoltre, che l’eventuale affissione da parte del gestore della classica comunicazione con la quale, in via meramente semplificativa, “la Direzione declina ogni responsabilità in caso di furtonon ha valenza di sorta e dunque il Gestore sarà tenuto al risarcimento ad eccezione delle ipotesi in cui il furto sia stato cagionato da una colpa dello stesso derubato (ad esempio nell’ipotesi in cui questi abbia lasciato un oggetto prezioso su di una mensola senza curarsi di metterlo in sicurezza); il furto sia stato cagionato da forza maggiore (ad esempio nel caso di una vera e propria rapina avvenuta nel centro); la rovina del bene sia connessa alla natura dello stesso

All’infuori dei casi di cui sopra, il gestore dell’impianto è quindi responsabile per le cose lasciate in custodia negli spogliatoi o nelle cassette chiuse durante le ore di frequentazione dei corsi.

 

Ciò significa che, al di là delle fattispecie tipiche sopra indicate,  il Centro dovrà risarcire il derubato per gli eventuali furti avvenuti negli armadietti o anche negli spogliatoi, e ciò dal momento che eventuali comunicazioni dell’opposto tenore letterale all’ingresso del Centro, non hanno alcun valore sotto l’aspetto giuridico.

Nel caso della Sig.ra di cui la DOMANDA 1, d’altra parte, è evidente che la sottrazione dei beni del figlio non sia imputabile a sua colpa; ed infatti l’organizzazione della struttura prevede che i bambini siano assistiti, negli spogliatoi, da personale interno e che ai genitori non sia consentito l’accesso.

Ritengo, pertanto, che entrambi possiate legittimamente richiedere al gestore dei rispettivi centri sportivi il risarcimento del danno da Voi subito.

Per farlo, dovrete preliminarmente sporgere formale denuncia querela presso la Stazione dei CC di zona, indicando i beni che sono stati sottratti e successivamente  richiedere formalmente, a mezzo raccomandata A/R, alla palestra il risarcimento dei danni subiti che avrete cura di quantificare.

Nel caso in cui questo tentativo dovesse risultare vano, potrete rivolgervi ad un Avvocato di vostra fiducia che potrà tutelarvi anche in sede giudiziale.

Vi ricordo, come la Collega aveva già fatto, che la ragione è dalla vostra parte.

Mi rendo disponibile per ogni eventuale chiarimento.

 Avv. Flavia Montanari – Roma

 

Avete domande in materia giuridica e non sapete a chi rivolgervi? Scrivete a Ladyblitz. L’Avvocato Flavia Montanari risponderà ai vostri quesiti.

ladyblitz2010@gmail.com