Scostumista: Grazie Prince, Nothing compares 2 u

Pubblicato il 22 aprile 2016 14.46 | Ultimo aggiornamento: 22 aprile 2016 14.46

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Scostumista: Grazie Prince, Nothing compares 2 u

R OMA – Scostumista: Grazie Prince, Nothing compares 2 u. Mentre scrivo muoio di sonno, ma vado avanti perché è importante per me rendere omaggio ad uno dei musicisti che ha accompagnato soprattutto la mia infanzia e la mia adolescenza. Ho sonno perché faccio troppe cose e non sono capace di scegliere o rinunciare, ma lui, l’Artista a cui voglio rendere omaggio sosteneva che dormire è tempo perso. Lui, l’Artista, Prince Rogers Nelson, è morto ieri all’età di 57 anni a Paisley Park, sua abitazione/studio in Minnesota.

È un anno triste questo 2016 per la musica, dopo la scomparsa del Duca Bianco è la volta del Principe, il  folletto di Minneapolis che con i suoi outfits estremi e barocchi, con le camicie con rouches, fiocchi al collo e jabot, lunghe redingote in velluto e stivaletto taccato, look d’ispirazione settecentesca, cantava la romanticissima Purple Rain, e incantava me, all’epoca una bambina, e milioni di fans in tutto il mondo.

Sono cresciuta con un susseguirsi di suoi pezzi iconici come Kiss e Sign o’ Times, brani come Paisley Park, Raspberry Beret, dalla chiara influenza Beatlesiana, Alphabet St., Cream.. ho  seguito le sue avventure con le majors discografiche, i suoi cambi di nome (TAFKAP, The Artist) e di looks, l’alternarsi di musicisti e delle bands con cui si accompagnava ( the Revolution, the New Power Generation…).

Ero ad un suo concerto nel 1990, era il Nude Tour, lo stadio era mezzo vuoto, io incredula, dispiaciuta che un mio idolo non avesse di fronte la folla acclamante che meritava, ma allo stesso tempo ero felice ed emozionata di godere della sua musica dal vivo. Questi alti e bassi,  successi e delusioni si sono alternati nella vita di Prince, che nonostante tutto ha sempre mantenuto altissima la qualità della sua musica.
Le circostanze della morte non sono chiare, non è stata una banale forte influenza,  ma se n’è andato come tanti  geni sensibili della musica: in seguito ad un’ overdose di un mix di oppiacei, genio e sregolatezza, vanno ancora via cosí gli eroi di questi tempi.
Ringrazio Prince per aver dormito poco e usato il suo tempo per regalarci brani che continueranno a farci emozionare e ad incantare generazioni che devono ancora nascere, adesso  inevitabilmente potrà riposare. (Ghost track: Wasted Kisses).

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