Pamela Prati: “Ero anoressica. Ecco come mi sono salvata”

Pubblicato il 18 dicembre 2015 15.10 | Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2015 15.10

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di Redazione Ladyblitz
 
Pamela Prati: "Ero anoressica. Ecco come mi sono salvata"

R OMA – Pamela Prati: “Ero anoressica. Ecco come mi sono salvata”. È considerata una delle donne più sensuali della tv italiana. 57 anni, una vita dedicata allo spettacolo, Pamela Prati, che dal 18 novembre al 17 gennaio 2016 è in scena al Salone Margherita di Roma nel nuovo spettacolo di Pier Francesco Pingitore, il creatore del Bagaglino, intitolato “50 sfumature di Renzi” si racconta in una intervista a cuore aperto a Vanity Fair e racconta alcuni lati nascosti che forse non tutti conoscono. La dolorosa perdita dei suoi genitori, il problema dell’anoressia, Pamela Prati si confessa:

“La perdita dei miei cari, in primis mia madre e i miei cani, mi ha chiusa in un dolore dal quale non riesco ad uscire. Mia madre è stata un’eroina, ha tirato su da sola otto figli. Era stata costretta a metterci in collegio. Appena poteva, ci veniva a trovare: portava da mangiare, ci coccolava, ci dava tanto amore. Mia madre ha lavorato tanto per riprenderci tutti. Per questo, appena ho potuto, le ho comprato quella casa che aveva venduto per noi. È stata la realizzazione del mio sogno più grande”.

Pamela Prati racconta anche dell’anoressia che l’ha sfiorata molti anni fa:

“All’apice della carriera mi sono ammalata di successo e ho avuto un principio di anoressia. Faticavo a mandare giù anche l’acqua. Ho ricominciato a mangiare guardando un bambino di tre anni, figlio della mia migliore amica, prendere il cibo con le mani e mangiarlo”.

Riguardo il suo fidanzato, più giovane di lei di 25 anni, Pamela Prati rivela di non pensare affatto al matrimonio:

“Siamo insieme da sei anni mica pochi. Ma un documento non farebbe la differenza. Io e il mio fidanzato non viviamo insieme: faccio l’eterna fidanzata. Avere un uomo più giovane a 50 anni è una rivalsa verso chi sostiene che a 28 una donna sia già vecchia. Oggi possiamo amare senza guardare un numero”.