“Io aggredito perché gay”: ragazzo genovese scrive su Fb che…

Pubblicato il 9 maggio 2016 09.26 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2016 10.45

Tags:

 

G ENOVA – Un ragazzo genovese di 19 anni ha ‘denunciato’ sul suo profilo Fb di esser stato aggredito assieme a due amici gay in centro a Genova. L’aggressione, secondo il racconto del ragazzo fatto alle pagine genovesi di La Repubblica, è avvenuta alle 2 del mattino davanti a un teatro genovese da parte di un gruppetto “di italiani – ha scritto il ragazzo -. Prima hanno cominciato con i luoghi comuni e gli insulti. I miei amici non hanno reagito, io invece ho detto loro di smetterla, di andarsene”. Ma, prosegue il racconto del ragazzo, uno di loro è passato alle vie di fatto. “Mi ha strattonato e preso a pugni” poi “ha raccolto un pezzo di legno e mi ha colpito alla testa”.

Queste lo sfogo social del giovane, che si è riservato di sporger denuncia:

“Stanotte sono stato aggredito da un gruppo di omofobi perché cercavo di difendere i miei diritti. Mi hanno picchiato, sono stato colpito con una tavola di legno alla testa. Non sono scappato. Ho combattuto. Dobbiamo lottare per i nostri diritti. Lottiamo e se non ci ascoltano spacchiamo ogni cosa.
Le donne hanno rotto vetrine e fatto saltare strade per ottenere una (sottospecie) di parità. Ora tocca a noi. Basta cercare di non essere visti..o sperare che le persone che ci stanno intorno non ci odino per quello che siamo. Noi ora stiamo cambiando la storia e dobbiamo lottare. Ora basta (…)”.

“Il ripetersi di preoccupanti episodi di omofobia in tutto il paese – ha detto Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay – rende ancora più urgente la necessità di dotarsi di una legge contro l’omofobia, sbloccando la pdl ferma in Senato. Il premieri Renzi aveva detto che il 2016 sarebbe stato l’anno delle unioni civili e della legge contro l’omofobia: è il caso di ricordare a Governo e Parlamento questo impegno alla luce di questi fatti, dei picchi di ostilità raggiunti durante il dibattito sulle unioni civili e nella consapevolezza, alla vigilia dell’approvazione definitiva della legge, che la maggior visibilità delle coppie gay e lesbiche potrebbe esporle a reazioni omofobe di chi non accetta quel riconoscimento”. (Fonte: Ansa).