Giocatori insultati per maglia rosa. Arcigay: “Non sottovalutare”

Pubblicato il 13 aprile 2016 14.11 | Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2016 14.11

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Giocatori insultati per maglia rosa. Arcigay: "Non sottovalutare"

T ORINO – Giocatori insultati per maglia rosa. Arcigay: “Non sottovalutare”. “Abbiamo letto con soddisfazione dell’inchiesta avviata dalla Figc sull’episodio che lo scorso 9 marzo aveva coinvolto i giocatori della giovanile del Settimo, insultati in campo con epiteti omofobi perché indossavano una casacca fucsia“: lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Che prosegue: “I dirigenti delle società coinvolte avevano tentato ostinatamente di minimizzare l’episodio. Fortunatamente la procura sportiva, al contrario, ha deciso di vederci chiaro e di approfondire l’accaduto. È un segnale piccolo ma estremamente importante, perché per la prima volta un comportamento omofobico rilevato in un contesto sportivo giovanile ottiene una reazione istituzionale significativa. Questo è un messaggio fondamentale, tanto per chi ha subito quegli insulti quanto per chi li ha pronunciati. La sottovalutazione di questi episodi è il fertilizzante che li tiene in vita. Per interrompere queste derive occorre contrastarle senza approssimazione. Per questo rivolgiamo all’intervento della Figc”, conclude Piazzoni.

Così il Corriere della Sera riportava la notizia lo scorso 16 marzo:

Michele, il bomber della squadra, 38 gol in questa stagione, qualche sfottò all’inizio l’aveva messo in conto. «La maglia rosa fucsia si nota, ma a noi ha portato fortuna. E finora ci avevano fatto persino i complimenti…». Fino a mercoledì 9 marzo, quando Michele e i suoi compagni del Settimo Calcio, categoria giovanissimi, età 13 anni, sono finiti nel mirino di un gruppo di juniores del Volpiano, ovvero maggiorenni o quasi, che durante un torneo provinciale li hanno visti giocare con quelle divise sgargianti. «Ci hanno gridato: il rosa è il colore dei finocchi, siete ridicoli, fate schifo» raccontano Andrea e Alessandro, centrocampisti. Il guardalinee della partita, Carmelo Maimone, che è anche il padre di uno dei tredicenni nonché dirigente del Settimo, ha provato a reagire. «Ho cercato di farli smettere, e per tutta risposta hanno insultato anche me e mi hanno pure sputato. Saranno stati una ventina, e quando sono tornati, un paio di loro se l’è presa pure con un nostro calciatore di colore…».