Genitori, bambini: adozioni, quanto è sottile la linea?

Pubblicato il 19 gennaio 2016 14.35 | Ultimo aggiornamento: 19 gennaio 2016 14.47

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R OMA – Genitori, bambini: adozioni, quanto è sottile la linea? Cosa è che definisce giuridicamente ma soprattutto moralmente quando è giusto che un bambino venga portato via dai genitori e adottato da un’altra famiglia? Due casi recenti in merito ad adozioni e bimbi strappati dalle braccia di mamma e papà hanno aperto il dibattito. Il primo ci viene raccontato dal Daily Mail ed ha avuto luogo in Inghilterra, il secondo in Italia, a Genova. Nel Regno Unito ha fatto discutere la storica decisione del giudice James Munby, che ha decretato l’allontanamento di un bambino dai genitori in quanto i genitori stessi, affetti da problemi di apprendimento, secondo il giudice non riescono a dare al figlio la giusta educazione e l’affetto di cui ha bisogno il piccolo. La notizia ha fatto molto discutere in Gran Bretagna perché secondo quanto emerso, i genitori non hanno mai fatto del male al bambino, anzi. Si sono prodigati per lui e non hanno fatto nulla per cui dovrebbero essere rimproverati. Nonostante questo, il giudice (molto famoso in Gran Bretagna) ha deciso di allontanarli dal piccolo per via dei loro problemi di apprendimento (alla mamma è stata diagnosticata anche una forma di autismo) e ha deciso di dare al bambino una nuova famiglia in quanto, secondo Sir Munby, i genitori non sarebbero in grado di mantenerlo.

Molto diverso è il caso accaduto a Genova, dove dal 2013 la casa in cui abitano una coppia e figli piccoli è teatro di scontri e liti violente tra i genitori. I bambini, secondo quanto emerge, non sono mai stati picchiati ma non importa: scontrarsi di continuo, in qualche modo obbligare i bimbi ad assistere a quella bagarre, rappresenta un caso di «maltrattamenti in famiglia». Per questo una coppia dell’entroterra genovese – lei 45 anni, lui 38 – è finita sotto inchiesta della Procura dopo una denuncia presentata dai carabinieri (i riferimenti alle identità dei protagonisti devono essere necessariamente generici per tutelare la privacy dei minorenni, ndr).

Due storie molto diverse che hanno però lo stesso epilogo: l’allontanamento dei figli dai genitori. A questo punto, però, la domanda sorge spontanea: quanto è sottile la linea tra maltrattamenti e non? Fino quando è giusto che un bambino venga allontanato dai genitori? Due genitori che propriamente “si tirano piatti a vicenda” ma poi si prendono amorevolmente cura dei propri figli, devono essere considerati cattivi genitori? E allora valgono anche le consuete liti che capitano in ogni buona famiglia? La domanda è lecita… e il dibattito è aperto.