Denuncia violenza, finisce alla gogna su Facebook: “Lo meriti”

Pubblicato il 16 settembre 2015 11.12 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2015 11.18

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di Redazione Ladyblitz
 
Denuncia violenza, finisce alla gogna su Facebook: "Lo meriti"

P ADOVA – Denuncia violenza, finisce alla gogna su Facebook: “Lo meriti davvero”. Lei è una adolescente di 15 anni, denuncia di aver subito una violenza fisica da un giovane di 20 anni mentre era in discoteca. Il ragazzo respinge le accuse ma viene posto agli arresti domiciliari. Per lei, però, accade qualcosa di sconvolgente: viene coperta di insulti finendo in una vera e propria gogna su Facebook. A raccontarlo è TrevisoToday, su cui si legge come il provvedimento disposto dal gip Umberto Donà, su richiesta del pm Iuri De Biasi, che ha messo agli arresti domiciliari il ragazzo, ha scatenato una serie di commenti violenti e negativi nei confronti della minorenne, presa di mira su Facebook anche da diverse donne con commenti anche molto pesanti. D parte sua, il pr ha fin dal primo momento respinto ogni accusa: secondo lui non ci sarebbe stata alcuna violenza, anzi:

“«Spero ti violentino veramente così sai cosa vuol dire», si legge nella pagina di un giovane di Loreggia (Padova). E le offese alla ragazzina ricevono centinaia di “mi piace”, anche da parte di donne mature”.

Ancora, sul sito si leggono altri commenti violenti:

“Si capisce che è tutta una falsa da parte di lei, se è vero che già il giorno dopo andava in giro a vantarsi come niente fosse”. E poi: “Sarà stata una verginella che dopo non esserlo più si è pentita”. E ancora: “Non sai nemmeno cosa vuol dire”.

La denuncia della ragazza era stata molto dettagliato. Aveva raccontato ai carabinieri che quella sera, il 21 agosto scorso, sarebbe arrivata al locale con un’amica intorno alle 21.30. Nel corso della serata avrebbe incontrato il ventenne, con il quale avrebbe scambiato qualche chiacchiera, poi la situazione sarebbe degenerata: il 20enne padovano – sempre secondo il racconto della minorenne – si sarebbe imposto con violenza, con l’aiuto di un complice, che avrebbe trattenuto a distanza l’amica, impedendole di accorrere in suo aiuto. Ma la versione è stata smentita dal presunto aggressore.