Beyoncé difende diritti dei gay: “Abolire legge North Carolina”

Pubblicato il 5 maggio 2016 12.21 | Ultimo aggiornamento: 5 maggio 2016 12.21

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Beyoncé contro la legge anti-gay della North Carolina. ‘Queen Bey’, cosi’ come e’ conosciuta, esprime il proprio appoggio a tutti coloro che si impegnano a ”portare avanti il messaggio di uguaglianza” e in particolare all’organizzazione ‘Equality NC’. Beyonce’ pubblica una sua foto con la maglietta di Equality NC con la scritta ‘Y’all means all’. ”Fra le molte organizzazioni che fanno un buon lavoro nel cercare di far abolire la legge” nello Stato ”c’e’ Equality NC, organizzazione locale dedita ad assicurare uguali diritti per lesbiche, gay, bisessuali, transgender”.

Anche l’amministrazione Obama è scesa in campo a tutela dei gay, puntando il dito contro la North Carolina: le norme che limitano le tutele dei gay approvate nello Stato violano le leggi federali sui diritti civili. L’entrata a gamba tesa del Dipartimento di Giustizia riporta l’attenzione sulla legge approvata dal North Carolina che cancella le norme contro le discriminazioni e limita l’uso dei bagni in base al sesso indicato sul certificato di nascita, in un duro colpo al movimento Lgtb. In una lettera al governatore Pat McCrory, il Dipartimento di Giustizia mette in guardia sul fatto che la legge approvata viola il Civil Rights Act che, fra l’altro, tutela da discriminazioni sulla base del sesso sul posto di lavoro. La missiva rappresenta un avvertimento allo Stato, che può decidere se continuare ad attuarla a rischio di un’azione legale nei suoi confronti.

Le misure restrittive approvate dal North Carolina hanno sollevato una vera ‘rivolta’: Bruce Springsteen ha cancellato il concerto in programma nello Stato. Un’analoga decisione è stata presa da Ringo Starr e Cindy Lauper. Molte big della Corporate America hanno già criticato duramente le misure, spingendosi fino a minacciare di lasciare lo Stato. PayPal ha bloccato il suo progetto di espansione in North Carolina. Tim Cook e Mark Zuckerberg, gli amministratori delegati di Apple e Facebook, si sono rivolti in una lettera al governatore Pat McCrory: la norma non “riflette i valori delle nostre aziende, del nostro Paese e della maggioranza dei cittadini della North Carolina.

“La discriminazione è sbagliata e riteniamo che non ci sia posto per questa in North Carolina e nel Paese” aggiungono nella missiva firmata da 80 amministratori delegati. Anche il mondo dello sport è sceso in campo, con la potente Nba che ha paventato la possibilità di non scegliere Charlotte, la capitale dello Stato, per ospitare l’All Star Game del 2017. Per protestare contro le norme del North Carolina, 18 città americane hanno vietato ai loro dipendenti viaggi nello Stato. Fra queste Atlanta, Boston, Chicago, San Francisco, Seattle, Honolulu. Lo Stato di New York ha messo al bando i viaggi pagati ai propri dipendenti. (Ansa).